LA FILOSOFIA BUDDISTA IN ESTREMA SINTESI

Le sofferenze: nascita, malattia, vecchiaia, morte. La vicinanza a ciò che non si ama, la separazione da ciò che si ama, l'impossibilità di ottenere ci che si desidera. Ma così non è perché la vita in realtà è : l'essenza ed il senso della vita sono presenti in ogni essere, cosa o avvenimento, sempre ed ovunque la vita é. Il buddismo ci porta a vedere, vivere ed gioire ciò di cui il mondo è impregnato, la vita.

Il cuore del insegnamento del Buddha ( ca. 500 a.C. ) è la pratica della meditazione: è un insegnamento pratico per progredire e non un esercitarsi in speculazioni metafisiche o costruzioni teologiche, che non fanno che distrarci e farci perdere tempo. Buddha non vuole consolarci con la speranza di un’eterna e beata vita futura ( non abolisce il desiderio ma sostituisce gli oggetti presenti con quelli futuri), ma darci qualcosa da fare, qui ed ora.

Non bisogna aderire a nessuna religione organizzata o setta. Non è una religione bensì uno stile di vita, una filosofia molto pratica e basata a sul agire verso l’esterno, ma soprattutto su se-stessi. Ogni persona è messa direttamente di fronte alle proprie responsabilità.

Lo scopo di colui che segue l’insegnamento di Buddha è la riduzione dalla sofferenza generale nel mondo. Essendo difficile cambiare gli altri, per prima cosa cerca di cambiare se stesso conoscendosi con la meditazione.

 

1. LE QUATTRO NOBILI VERITA

Dukkha, non può esservi esistenza senza sofferenza, ansia; disagio, insoddisfazione,.....

Samudaya, la causa della sofferenza è il desiderio, l'attaccamento, volere; soffriamo perché vogliamo

Nirodha, esiste un modo per estinguere la sofferenza, ed è l'estinzione degli attaccamenti, ossia il Nirvana: sperimentare e vedere che non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Magga, la Via che conduce al Nirvana è l'Ottuplice Sentiero che è l’applicazione pratica della Via di mezzo: equilibrio e moderazione.

 

 

2. L'OTTUPLICE SENTIERO:

1- Retta Visione: formarsi una giusta opinione sulle cose ed acquisire una comprensione corretta.

2- Retto Proposito: retto tipo di intenzione, basato su una retta comprensione.

Questi due costituiscono la saggezza.

 

3- Retto Parlare: astenersi dalla menzogna, dai pettegolezzi maliziosi, dalle ingiurie.

4- Retta Azione: astenersi dal fare cose che sono dannose per altri o per sé.

5- Retta Occupazione: non procurasi da vivere con mezzi immorali o illegali.

Questi tre formano la virtù o moralità.

 

6- Retto Sforzo: perseveranza ed energia nel coltivare la presenza mentale e la concentrazione

7- Retta Consapevolezza: l’osservazione attenta e imparziale di tutti i fenomeni per percepirli e sperimentarli come sono in realtà, senza distorsioni emotive o intellettuali.

8- Retta Contemplazione: la concentrazione mentale per calmare la mente e affinare la percezione

Questi tre costituiscono la concentrazione meditativa.

 

Le tre grandi sezioni del sentiero, la moralità, la concentrazione e la saggezza sono legate indissolubilmente ed operano assieme. Non si può raggiungere la saggezza senza meditazione, e la meditazione è inefficace e nociva se non va di pari passo con la disciplina morale.

Attenzione: la parola "Retto" è la traduzione di Samma o Samyak, e significa lo stato più elevato possibile che un individuo può conseguire negli otto sentieri compatibilmente col suo sviluppo e assetto mentale. Dunque vivere il "Retto" è diverso per ognuno di noi: la conoscenza e la meditazione ci possono mettere sulla stessa via o direzione, ma mai allo stesso punto.